Leghi$ti 1×02 – Il Badante

 


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Basso attacco alla Magistratura

Ancora una volta la stampa della Lega attacca in modo volgare la Magistratura ticinese, rea di compiere il proprio dovere, in piena autonomia, affrontando tutti i generi di reati, gravi e meno gravi, compresa la calunnia e la diffamazione.

 

Si distingue come sempre in questa opera denigratoria il 10 Minuti del signor Boris Bignasca, segretario della Lega, presidente del giovani leghisti, responsabile del 10 Minuti e del Mattino online.

 

Sotto le cassette del giornale è apparsa in questi giorni la scritta “Il potere giudiziario al servizio della sinistra” e in prima pagina del 10 Minuti si attaccano frontalmente due procuratori pubblici e in generale tutta la Magistratura.

 

Questo veleno proviene da via Monte Boglia, dove le denunce hanno oramai superato quota 250, dove il nervosismo è palese e la terra comincia a tremare sotto i piedi. Del resto è a tutti noto che le ultime denunce non sono state presentate per piccoli furti di caramelle, ma per insulti, denigrazioni, scritte razziste, insinuazioni giudiziarie false, ecc.

Qualsiasi uomo politico responsabile, in questo contesto e di fronte a simili denunce, avrebbe rassegnato immediatamente le dimissioni, oppure il proprio partito o movimento lo avrebbe costretto a farlo.

Invece la Lega tace, magari con grossi sensi di colpa e di vergogna, ma tace!

Tacciono come sempre i due Consiglieri di Stato leghisti, specialmente l’amico del signor Boris, che come responsabile del Dipartimento delle Istituzioni dovrebbe immediatamente difendere la Magistratura e i magistrati, eletti in modo democratico dal Parlamento. Ma come fa un Consigliere di Stato, garante delle istituzioni a distanziarsi dal proprio Movimento quando appare in prima pagina sul Mattino, tenendo al guinzaglio un cane poliziotto, davanti al filo spinato di una prigione chiamata “Stampanamo”? Una vergogna!

Tace il Consiglio di Stato in corpore e il Gran Consiglio non si muove, mentre in altri ambiti, e giustamente, interviene con commissioni di inchiesta.

Tacciono i Partiti o non intervengono in modo sufficientemente vigoroso e chiaro e questo provoca nell’opinione pubblica un senso di disagio, oramai sempre più palese e misurabile.

Tace parte della stampa, in ossequio a una sempre meno comprensibile equidistanza.

Ma equidistanza da chi e da che cosa? Qui vi è un attacco alla Magistratura, uno dei cardini del nostro Stato di diritto!

E tacciono quasi tutti gli intellettuali che sembrano vivere in un altro Paese.

E’ abbastanza naturale che il signor Boris Bignasca usi tutte le armi in suo possesso mescolando volgarmente sul suo giornale Vangelo, sesso e attacchi alle istituzioni.

 

E’ meno normale che su questi argomenti continui un silenzio complice da parte di chi è preposto a difendere i valori autentici del Ticino.

 

Giancarlo Nava, Ligornetto

 


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Le denunce dei leghisti

Il settimanale della Lega porta la notizia, ripresa dai quotidiani e dalla RSI, dell’avvenuta denuncia penale da parte dei signori consiglieri nazionali Roberta Pantani e Lorenzo Quadri contro il 5 Minuti, parodia del 10 Minuti del signor Boris Bignasca.

 

Non ci resta che piangere dicevano Benigni e Troisi in un famoso film. Qui non si sa bene se ridere o piangere, ma forse val la pena ridere. Ve li immaginate i due poveri consiglieri nazionali, dopo 20 anni di insulti, dileggi, provocazioni, intimidazioni, vignette blasfeme, insinuazioni volgari contro gli avversari, alzarsi una mattina e vedersi per un attimo allo specchio? Deve essere stato uno choc terribile. E pensare che per tanti anni sono stati i loro giornali ad infangare gli altri, quasi sempre impunemente, malgrado le innumerevoli denunce andate spesso in prescrizione.

 


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 Link: http://www.salvaticino.ch/wp-content/uploads/2011/12/Le10risposte.pdf

Risposta 1

Tanto per cominciare: nel penultimo Mattino della Domenica avete rammentato l’assoluzione di un cittadino svizzero-tedesco, che venne arrestato da un Procuratore Pubblico, ma quando non ero più un funzione, e di un medico, che venne arrestato dal Giudice Istruttore e non da me. Certamente, contro questo medico sostenni l’accusa, poiché le perizie giudiziarie accertarono il decesso di una ventina di anziani per mancanza di cure, decubiti con i vermi e simili. Dovevo insabbiare?

Durante quasi vent’anni come Procuratore Pubblico, poiché eravamo pochi (prima due, poi tre, poi quattro), avrò ordinato o confermato l’arresto di parecchie migliaia di persone, talvolta, i criminali peggiori, anche sulla base di pochi indizi concreti, svizzeri o stranieri, operai e impiegati. Poi vennero degli avvocati, dei medici, degli ingegneri, dei banchieri (tanti) e dei fiduciari (tanti), dei preti pedofili, dei poliziotti e dei docenti picchiatori, dei funzionari ladri e corrotti. Dopo un paio d’anni, più nessun partito volle presentarmi come candidato per la rielezione. Mi marcavano a vista. Avevo i criminali davanti (perché li cercavo, non aspettavo le denunce, ho avviato le prime inchieste contro il terrorismo rosso e quello nero, ma li facevo arrestare all’estero, per evitare rappresaglie nel Cantone). I Procuratori pubblici antimafia, alcuni poi assassinati, mi mettevano in guardia. Dietro la schiena, i politicanti ticinesi del “meno-Stato”, raccoglievano confidenze fra i miei arrestati, cercando maldicenze per alimentare le loro campagne-stampa. Qualcuno di loro, poi, me li ritrovo a fomentare anche la campagna ventennale della Banda Bignasca. Eppure, nemmeno allora, mai nessuno mi poté rivolgere la vostra accusa: “arrestare persone innocenti”. E non ebbi mai (salvo difetto di memoria) un solo caso di indennizzo per ingiusta carcerazione.

 

Risposta 2

Sono, forse, l’unico PM che decise di non mai più rimettere piede in quell’aula penale (dove condussi, e vinsi, centinaia di processi) per difendere un imputato, proprio per non mettere in vendita la mia esperienza. Salvo la difesa di due avvocati svizzeri-tedeschi (perché erano abbandonati da tutti) ma che vennero assolti.

 

Risposta 3

Dimissionai nel 1985, perché alcuni leader PLR e PPD – quegli stessi che poi si sono associati alla Banda Bignasca – mi fecero attorno la terra bruciata. Nel 1986 ebbi l’ufficio in casa, solo; l’anno dopo ebbi una segretaria. Poi ho guadagnato, applicando la tariffa (pubblica) dell’Ordine degli Avvocati e concordandola con i clienti. Ho rifiutato consigli di amministrazione e le retrocessioni dalle banche. Tutto guadagnato solo con la penna: le BIC, mai Montblanc. Vivo di insalata non di caviale. Così mi sono pagato (quasi) tutti i miei lussi: due mesi all’anno (da 26 anni) dirigente in una organizzazione umanitaria, due mesi all’anno per l’Università a S. Gallo (per 25 anni) ed altri due mesi per commissioni di esperti e dare conferenze (in media una alla settimana) pubblicare libri e articoli, tutto a rimunerazione nulla o comunque inferiore alle mie spese. Sempre con una Citroën ammaccata. Non con la Rolls Royce di Giuliano Bignasca. E senza l’auto blindata dei Procuratori pubblici stranieri con cui conducevo le indagini contro i mafiosi assistiti in Ticino da affaristi svizzeri.

 

Risposta 4

Nelle “vacanze” di agosto si sono costituiti una decina di “alveari”, indipendenti, alcuni già noti, altri lo saranno ben presto: Bel Ticino, Salva-Ticino, Ticino-Leale, Sveglia Ticino, il Pronto Soccorso Giuridico (per le consulenze alle vittime dei media di Via Monte Boglia), GIADA (per la prevenzione del racket della prostituzione) ecc. Tutto finanziato di tasca propria dai partecipanti, un centinaio, e da versamenti volontari, anche da CHF 20.-. Ne aspettiamo altri, per stipendiare alcuni giovani collaboratori del Coordinamento a tempo pieno (conto corrente postale CP 65-759064-3, intestato all’Associazione Bel Ticino). Spese: le tariffe della Publicitas per gli appelli nei giornali, della SGA per i cartelloni, ecc., sono pubbliche. Il calcolo è facile. Tutti denari del reddito da lavoro, niente appalti pubblici e niente poltrone guadagnati a colpi di denigrazioni settimanali. Nessuno stipendio in Governo e in Parlamento guadagnato sulla spinta del killeraggio dimostrato da 243 denunce penali per altrettante campagne diffamatorie.

 

Risposta 5

Gli avversari della Lega vengono killerati dai vostri media. Chi vuole esporsi lo decide personalmente. Gli altri vanno protetti dalle vostre vendette mediatiche.

La telecamera col Bernasconi ? Un trappolone, in cui siete cascati. Ma ci avevo scommesso una cena di polenta e merluzzi. L’anonimato iniziale della parodia dei vostri giornali: guerriglia-marketing.

 

Risposta 6

Chi avesse piazzato le copie dell’Edizione straordinaria del Mattino e del 5Minuti, arrischiava che venissero gettate via dai distributori dei vostri fogli avvelenati.

La tipografia? Non viene esposta alle rappresaglie di Via Monte Boglia. Anche perché ogni ora ha 60 Minuti (sesanta Minüt). Nulla di illegale: minacciate denunce per danni, ma dichiarate di avere avuto solo maggior pubblicità. E se farete denunce, si offrirà la prova della verità su ogni vostro appalto, sui vostri finanziatori, su ogni conflitto di interessi, a partire dal Municipio di Lugano sino all’inerzia della Sezione degli Enti locali al servizio di Norman Gobbi.

 

Risposta 7

Un’altra trappola! Avete denunciato una frase appena simile alle centinaia di insulti all’anno con cui martellate gli stranieri, salvo le prostitute vostre inserzioniste, che finanziano i vostri giornali e riempiono il nostro Ticino di mafiosetti (pure stranieri).

 

Risposta 8

Elettori leghisti: diminuiranno quando leggeranno le sentenze di condanna del pluripregiudicato Giuliano Bignasca, presidente “a vita” della Lega dei (…) Ticinesi e la registrazione delle sue conversazioni riguardo all’appalto del LAC e simili.

 

Risposta 9

Il pagliaccio si muove per la platea, il Governo per fare rispettare le leggi. La Democrazia, come la Giustizia, sono figure attraenti, ma un po’ allegre: qualche delusione, qualche tradimento, ma ne restiamo innamorati. Fuori di metafora, perché ci pensiamo ogni giorno, mandiamo fiori, tenacemente, come tanti miei amici, ammazzati in altri paesi. Oppure quelli imbavagliati nei Comuni ticinesi, finché il Ministero Pubblico procederà d’ufficio contro l’intimidazione ambientale (coazione, punita dall’art. 181 del Codice penale) scatenata da Via Monte Boglia, sotto lo sguardo grifagno di finanzieri e affaristi nel Sottoceneri, che da anni, nell’ombra, tirano i fili, ingrassati dall’indebolimento delle istituzioni.

 

Risposta 10

Da sempre denuncio il pericolo del Partito dell’Odio, che da vent’anni mi insulta. Ma dall’aprile, con la maggioranza in Governo, è scattato un obbligo civico di Verità verso l’elettorato ticinese: e quando gli parliamo? In Groenlandia, nella notte polare? Appello ai partiti politici prima che sia troppo tardi: siete pro o contro l’invito leghista di telefonare la notte agli avversari politici e di licenziare quelli, svizzeri o italiani, che lavorano per il Cantone, i Comuni e la RSI? Sono tutti comportamenti penalmente punibili per incitamento (art. 259 CP) allo stalking (art. 181 CP). E il Ministero Pubblico? “Ministero Pubblico va’ a cagare”, ha gridato in televisione il presidente della Lega: e chi difende il Ticino dalla criminalità?

Lavoro con chi (Marty) ha lavorato per decenni per i diritti e per il rispetto delle persone; con chi (Dimitri) ha regalato, con fatica, gioia, risate e poesia a migliaia di grandi e piccini, indebitandosi per costruire una Scuola di teatro, che lo Stato ha scoperto solo quando già era divenuta di fama internazionale; con chi (Padre Callisto) di mestiere aiuta persone in difficoltà e con chi (Agustoni), assieme ad altre 500 famiglie ticinesi, nel 1973 aiutò a dare asilo ad altrettanti torturati cileni, cui pagavo il biglietto aereo malgrado il tetro divieto di Kurt Furgler e benché lo stipendio di Procuratore Pubblico fosse un quarto di quello odierno (mi ci vollero i primi sei stipendi per comperare, nel 1968, una linotype che stampava i bollettini dell’Associazione universitaria della Svizzera Italiana, fondata per soppiantare le organizzazioni di obbedienza partitica). Non ho cercato sostegno da parte di quei Voltamarsinoli PLR, PPD, PS che sfruttano il manganello mediatico di Via Monte Boglia per ingrassare di poltrone, appalti e favori. Non vi faccio questo disegno perché qui siete più sgamati di me.


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